Al tempo dei Papi
Il governo dei papi ha segnato
profondamente la storia di Roma. A partire dalla metà del ‘400 il papato
inizia una riorganizzazione urbanistica e sociale che trasformerà una
città dedita alla pastorizia e medioevale in una Capitale. E non è solo
la volontà di alcuni papi di favorire artisti che lasceranno alla storia
splendide opere e monumenti; è la trasformazione del ruolo della città
che diventa capitale di uno stato e sede di un potere assoluto, quello
del papa. Viene riorganizzato il clero e le sue funzioni; riordinate le
tasse e le finanze; creato un esercito permanente; riconquistate città e
territori perduti. Il pontefice diventa il sovrano di uno stato più
temporale che spirituale in grado di dialogare alla pari con le maggiori
potenze militari europee; lo stato pontificio sarà uno dei protagonisti
della storia moderna fin alla fine del ‘800, quando si realizzerà
l’unità d’Italia. Sono innumerevoli le vicende politiche e religiose,
degne di rilievo, che si avvicenderanno in un periodo così lungo e così
denso di trasformazioni e sono innumerevoli i registi che rievocheranno
episodi e personaggi storici vissuti in tale periodo; sopra tutti Luigi
Magni che impronterà gran parte della sua filmografia sulla Roma
papalina e risorgimentale, mescolando verità storiche e farsa e
adottando l’anticlericalismo per parlarci del potere in generale come
forma di dominio dell’uomo sull’uomo e come forma di sfruttamento
dell’ignoranza delle genti.
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